In un mondo globalizzato dove le diversità tra comunità e identità sono esportate e trattate come oggetti, Anna Raimondo esplora le differenze, le identità multiple per romperne le barriere, per trasformarle nel flusso del continuo possibile. Il lavoro di Anna Raimondo è uno strumento di incontro e scambio, un viaggio che celebra la diversità sociale, creando possibili aree di interazione. Il metodo è flessibile e variato, e accetta l’imprevisto come suo valore fondante. L’intenzione del suo lavoro non è quello di restituire una visione globale della realtà, ma di lasciarsi sorprendere e trascinare dall’Altro-a come strumento di conoscenza. La strategia iniziale, usata in numerosi lavori, spesso consiste nell’intervenire nello spazio urbano o in un contesto relazionale per incoraggiare una negoziazione di senso. L’azione porta a rompere il flusso della vita quotidiana provocando un cortocircuito, attivando sorpresa, curiosità, stupore, provocando dialogo. Il processo di Anna Raimondo le permette di partecipare allo scambio e fare del suo lavoro artistico un luogo di incontro. Questo materiale diventa traccia di una performance, un’immagine, un video, una creazione radiofonica, un’istallazione sonora. Il suo lavoro viaggia in numerosi paesi in Europa, Africa e America Latina e fa del nomadismo una caratteristica del suo lavoro. La questione di genere è un altro filo conduttore importante nella sua opera, aprendo riflessioni sull’identità femminile, questionandone i confini. C’è anche un aspetto ironico e giocoso nelle sue azioni nello spazio pubblico e nelle sue creazioni plastiche: una storia, una parola, un gesto e un oggetto quotidiano diventando evidenza di un’identità multipla e in constante trasformazione.

 

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